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Food Artist: intervista a Diego Cusano

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Il panorama mondiale degli illustratori è diventato sempre più affollato e competitivo nell’ultimo decennio, soprattutto grazie alla diffusione di piattaforme social come Facebook, Instagram e Pinterest.

Se utilizzate nel modo corretto, queste piattaforme costituiscono uno strumento di comunicazione senza precedenti e permettono agli artisti di far conoscere le proprie creazioni a tutto il mondo.

Abbiamo intervistato Diego Cusano, l’illustratore della “Food Art”, per scoprire come il suo stile originale e riconoscibile lo abbia portato a diventato un’artista di fama internazionale.

Nel 2013 infatti, Diego inizia a pubblicare quotidianamente i suoi lavori all’interno della pagina instagram @diego_cusano. La pagina ha un successo inaspettato e in pochi mesi circa 300.000 follower, facendo di Diego Cusano uno degli artisti più seguiti sulla piattaforma.

Dopo la pubblicazione del libro illustrato “Food Art & Fantasy”, un insolito menù dedicato ai buongustai fantasy composto da 35 illustrazioni, le porte del successo si aprono per l’artista che dal 2015 inizia collaborazioni con importanti clienti come Warner Bros, Adidas, Diesel, Dior, Cartier, Haribo, Gruppo Mondadori e molte altre partnership internazionali e nazionali.

Ciao Diego, raccontaci un po’ di te e da cosa è nata l’idea di fare food art?

L’idea di diventare un food artist è nata dopo un’attenta analisi su ciò che mancava nei social, nel 2012. Allora l’illustrazione non girava bene in Italia, come mezzo di comunicazione. Come seconda motivazione il cibo è colorato ed è sempre stato trattato negli artisti del passato come decorazione (Caravaggio, Arcimboldo, Duchamp).

Qual è il messaggio che vuoi condividere attraverso i tuoi progetti? Da dove inizi quando stai lavorando a un nuovo progetto, sia che sia personale sia per una collaborazione?

Il mio messaggio è molto semplice: mi piace regalare sorrisi alle persone che osservano le mie illustrazioni. Inoltre, il mio invito e quello di guardare la vita da vari punti di vista

Il mio processo inizia da un pensiero: che cosa voglio comunicare e come voglio comunicare. Nulla di quello che faccio è dato per scontato ma tutto super studiato in base anche alla filosofia del brand che mi sceglie per la collaborazione.

Quali sono le realtà con cui ti trovi più spesso a collaborare e come sfrutti questa opportunità? Che cosa ti porta a collaborare con un brand piuttosto che con un altro?

Sono varie realtà con cui mi relaziono e le collaborazione sono molto diverse tra di loro. Mi concentro sempre a comunicare un concetto che non viene trattato nel campo pubblicitario. La scelta di collaborare o meno con un brand dipende sempre dal tipo di progetto che ci propongono. 

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo futuro e dal modo di comunicare l’arte? Qual è la tua massima aspirazione, anche a livello di realtà con cui vorresti collaborare?

Dal mio futuro non lo so, vivo nel presente e viaggio con la mente.

Dal modo di comunicare arte, secondo me, si sta perdendo l’originalità. L’arte viene praticata da persone incompetenti senza un minimo di preparazione. 

Al momento sono molto soddisfatto di come si sta evolvendo il mio percorso. In futuro vorrei diventare un art director per una campagna marketing magari a tema caffè.


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